E' uno straordinario libro che documenta con attenta e meticolosa precisione, sia dal puno di vista storico che da quello pratico più legato alla vita giornaliera di centomila uomini costretti in cattività per anni in un quadrato di filo spinato. Centomila soldati catturati dalle truppe inglesi nei vari fronti dell'Africa settentrionale ed orientale. Io poi che sono entrato in questo campo di Zondewater a metà del 1942 col n° di matricola 177150 e ne sono uscito, dopo una lunga evasione, quando mi sono riconsegnato al Criminal Investigation Department di Johannesburg a gennaio 1947, l'ho letto bevendolo come si gustano quei vini prelibati che chiamano di "meditazione", a piccoli sorsi: ogni capoverso mi suscitava un ricordo sepolto da settanta, sessanta anni. Riaffioravano volti, nomi, scenari, episodi scomparsi da tanto tempo; ricomparivano su un palcoscenico che Carlo Annese ha curato con una regia attenta, meticolosa. Da storico e da appassionato narratore. Racconti di uomini e di fatti veri intrecciati con il filo conduttore dello sport, come in un romanzo.
Un omaggio a tanta gente il cui sacrificio era stato da tempo dimenticato. Grazie Carlo: un lavoro davvero prezioso!